Le comunità dellUnità Pastorale Santa Teresa dAvila (Pontelagoscuro, Casaglia e Barco) salutano don Onyewuenyi Modestus Chukwuma (per tutti, don Modestus) che a fine novembre torna alla sua Diocesi di origine (la Diocesi di Orlu, in Nigeria) dopo aver prestato servizio da viceparroco dal settembre 2017 fino a oggi. Pubblichiamo di seguito un suo pensiero e il saluto di don Domeneghetti, Presidente dellUP. *** di don Modestus Chukwuma Giunto a questo momento di dire "arrivederci", mi sembra un cammino di ieri e oggi. Mi chiedo, quando sono già trascorsi nove anni, uno in seminario di Ferrara e otto nella parrocchia di San Pio X, Barco? Il tempo vola veramente. È volato così perché è stato colorato daccoglienza e amicizia calorosa che ti fanno sentire a casa. In più, è stato pieno di attività, e lozio che rende la vita noiosa e allunga il tempo non ha trovato nessun posto. La cura della comunità cattolica anglofona e della casa di riposo ha dato il suo input, creando le varietà di servizi ed esperienze in questo tempo che sembra un giorno. Alla fine di questo cammino volgendomi indietro, vedo vari motivi per ringraziare tutti coloro che hanno condiviso con me queste esperienze. Sono molto lieto oggi, non perché ho fatto tutto bene, solo Dio lo può fare. La mia gioia è che ho avuto lopportunità di fare queste esperienze arricchenti. Nelle mie imperfezioni, Dio mi ha concesso la vita e la salute. Nessuna malattia mi ha impedito, neanche un secondo, di dare il mio piccolo contributo in questa Chiesa di Ferrara-Comacchio. Ringrazio il mio Vescovo, S. E. mons. Augustine Tochukwu Ukwuoma della diocesi di Orlu, Nigeria, che mi ha mandato, e larcivescovo, S. E. mons. Gian Carlo Perego, che mi ha accolto. Barco, la casa, famiglia e comunità che mi ha ospitato, merita tutta la mia gratitudine. Con le signore che frequentano le Messe feriali e mi hanno sostenuto con i cibi e tante altre cose, le persone che puliscono la chiesa e la casa canonica, il gruppo famiglie, i ragazzi e i giovani di domenica sera, il coro, le suore, i nonni e i dipendenti della casa di riposo, e i parrocchiani in generale, mi sono sentito a casa. La mia gioia è grande nel vedere persone che si dedicano ai servizi liturgici, alla manutenzione della parrocchia e della casa canonica, facendo opere di volontariato con tutto il cuore ed onestà. Sono segni di vera fede. Mi fa piacere dire che sono per me opportunità di grandi esperienze, alcune attività che non ho mai sperimentato fino al mio arrivo in questa parrocchia, e cioè il campo estivo, il GREST, la benedizione pasquale (uno strumento speciale devangelizzazione), ecc. Ci sono altri modi di vivere la pastorale italiana che mi hanno arricchito. Con queste esperienze, i miei bagagli di partenza sono diventati più grandi di quelli darrivo. Parto con gioia, sperando di aver, nella mia piccola capacità, contribuito a qualcosa per la fede che ci porta insieme a Cristo. Saremo fisicamente separati, ma lo Spirito ci vincola ancora. Grazie a Barco, a don Luciano e don Silvano (parroci), don Luca, don Vito, don Elvice, don Udoka (vice parroci), Gianluca (diacono), Francesco e Cristiano (accoliti), con i quali ho lavorato. Grazie allUnità pastorale Santa Teresa (Pontelagoscuro, Casaglia e Barco). Ringrazio i presbiteri della Diocesi. Prego per voi. Pregate anche per me. Affidiamoci allintercessione di Maria, la Madre di Dio e della Chiesa. *** di don Luciano Domeneghetti Ci sono incontri che lasciano un segno profondo, persone che, pur restando tra noi solo per un tratto di strada, riescono a toccare il cuore della comunità con la loro presenza semplice e luminosa. Tra queste persone, per le nostre parrocchie, cè senza dubbio don Modestus. Arrivato alcuni anni fa dalla Nigeria, don Modestus è entrato con discrezione e cordialità nella vita delle nostre comunità, portando con sé il sorriso, la fede viva e una grande disponibilità allascolto. Con la sua mitezza e la sua attenzione sincera per ogni persona, ha saputo farsi vicino a tanti. Abbiamo imparato a conoscere in lui un sacerdote dal cuore aperto, capace di vivere il Vangelo nella quotidianità, di celebrare con gioia e profondità, di condividere la vita con semplicità. Nelle Messe, nei momenti di preghiera, nei catechismi e nelle visite alle famiglie, la sua presenza è sempre stata segno di una Chiesa che accoglie e che accompagna. Ora, il tempo del suo servizio tra noi giunge al termine: don Modestus ritorna nella sua amata Nigeria, dove continuerà a portare il suo ministero pastorale, la sua fede e la sua dedizione a nuove comunità che lo attendono. Per noi, che abbiamo avuto la grazia di camminare con lui, resta la gratitudine profonda per quanto ci ha donato e per la testimonianza silenziosa ma forte della sua vita sacerdotale. Vogliamo dirgli grazie di cuore per tutto: per le parole di incoraggiamento, per la pazienza, per la preghiera condivisa, per lamicizia e la fraternità. E vogliamo affidarlo alla protezione del Signore, perché lo accompagni e lo sostenga nella nuova tappa del suo cammino. Carissimo don Modestus, porta con te laffetto e la preghiera delle nostre parrocchie. Ci mancherai, ma resterai sempre parte della nostra famiglia spirituale. Che il Signore benedica il tuo ministero e ti conceda la gioia di continuare a servire con quel sorriso buono e quella fede viva che abbiamo imparato ad amare. Grazie, don Modestus. Buon viaggio e buon cammino! (Articolo pubblicato sulla "Voce di Ferrara-Comacchio" del 14 novembre 2025) ******************* Hai evangelizzato ovunque, rischiando anche rifiuto e derisione Don Modestus Chukwuma. Il sacerdote nigeriano torna nella sua patria: ecco i saluti dei parrocchiani, di don Silvano Bedin, di don Rodrigo Akakpo e dell′amico Anthony Dopo il numero della scorsa settimana, pubblichiamo altri pensieri e ricordi dedicati a don Modestus Chukwuma, parroco di Barco, che a fine mese farà ritorno in Nigeria. Iniziamo con alcuni ringraziamenti dei suoi parrocchiani: sei stato un boomerang di ritorno dallAfrica, dove un nostro vecchio sacerdote è andato missionario prima che tu nascessi, sei stato il sacerdote giusto in un passaggio per noi molto difficile dopo i tanti anni passati con don Silvio, grazie per lAmore a Cristo, per la devozione sapiente alla Madonna, per lattenzione riservata ai più deboli e sofferenti, per il saluto e lascolto dei bambini del catechismo ogni domenica. E ancora: alla fine di ogni Messa salutavi i nuovi fedeli venuti, presentandoli alla comunità, oppure ricordavi il compleanno di qualcuno intonando Tanti auguri a te. Così hai instaurato un bel rapporto tra Pastore e parrocchiani e ci hai insegnato ad essere più accoglienti, più fraterni, a sentirci più comunità.Altre persone scrivono: Ringrazio Dio per averci fatto incontrare. E ringrazio te per tutto quello che hai donato alla comunità di San Pio X, la parrocchia delle mie radici di fede e vocazione. Più uniti di così non poteva essere, e grazie per la tuaumiltà vera e sincera, e per la tua fede che si riflette nei tuoi occhi. Noi, le più anziane del gruppo, ci siamo trasformate nelle tue mamme di adozione, cercando di prevenire ogni tuo bisogno e desiderio (pochi in realtà) e desideravi migliorare costantemente il tuo italiano. Per questo motivo mi mandavi in anticipo il foglio di collegamento per correggere eventuali errori, chiedendomi il motivo delle correzioni, per non ripetere lo stesso sbaglio.In altri pensieri scrivono: Per tanto tempo ho pensato questo non è il tuo posto. Lento e costante, invece, ti sei fatto strada nei nostri cuori e hai iniziato a fidarti di noi, a ridere, cantare e raccontarci storie di mondi lontanissimi; Hai saputo accogliere e portare avanti le nostre attività e abitudini: dopo ogni Messa, nonostante i tanti impegni, non hai mai trascurato di passare tra i fedeli per un saluto, un sorriso, un abbraccio, avendo a cuore problemi e preoccupazioni di ciascuno. Hai sempre ammesso di aver imparato tutto dalla tua adorata mamma. E quando alla festa della mamma facevi sedere le donne e alzare gli uomini in segno di rispetto, e poi iniziavi il canto alla mamma in lingua Igbo, non riuscivo a trattenere le lacrime.Insomma: Portare la Buona notizia a tutti i fratelli, evangelizzare ogni ambiente di vita, anche rischiando il rifiuto o la derisione:sei stato tutto questo per noi. Ora vai dove il Signore ti chiama, so che risponderai sempre "Eccomi": ti auguro che nella tua Nigeria tu sia felice nella luce del Signore. *** di don Silvano Bedin* Sei arrivato a Barco in un momento particolare della vita della parrocchia. Il compianto don Silvio Arduin laveva gestita pastoralmente e umanamente per più di 40 anni e tutto traspirava di lui. Hai impostato la tua presenza come uomo e sacerdote di preghiera, di meditazione e di vita sacramentale. Con queste linee pastorali non potevi sbagliare! Lo hai fatto con tanta potenza e convinzione che hai lasciato tutti stupiti fin dallinizio: i ragazzi erano quasi intimoriti del tuo livello di spiritualità e di ricerca della santità. Questo è piaciuto tantissimo alle persone che tutti i giorni ti accompagnavano nelle preghiere e nelle messe, sembrava proprio la logica che don Silvio aveva sempre predicato; ed ecco perché, in poco tempo, ti sei fatto voler bene da tutti, giustificandoti anche per la lunghezza delle tue riflessioni! Sono convinto che la tua figura sia stata provvidenziale per la comunità di S. Pio X, luogo che in questi ultimi anni si è trasformato, accogliendo etnie di persone che, da quartiere stabile perciò famigliare, lo hanno reso una realtà in continuo cambiamento, con emergenze sempre più dirompenti, dalla realtà giovanile a quella abitativa e lavorativa degli adulti, alla solitudine e abbandono degli anziani, ancora uniche vere anime del quartiere. Anche qui ti sei inserito pian piano, come una formichina, andando a benedire le famiglie con tanto spirito di servizio e di umiltà, subendo anche vessazioni e ancor più dolorose esclusioni. Hai avuto la forza di fare tutto con unattenzione e una memoria che ti ha dato la capacità di conoscere e amare tante persone. Sei riuscito anche a coniugare lo studio con il servizio pastorale, cosa non facile. Penso, inoltre, ai campi in montagna, dove allinizio eri guidato in tutto, ma alla fine eri tu il grande maestro e guida! Non posso dimenticare il lavoro svolto anche con la comunità africana anglofona. Alla domenica, oltre alle tre messe in parrocchia, avevi la quarta Messa a Pontelagoscuro, dalle 13 alle 14.30 o 15, che spesso ti faceva saltare il pranzo. Li hai pian piano educati, formati, portati ad amare la figura di Maria e poi le catechesi, le preparazioni ai sacramenti dei figli, degli sposi... Grazie di tutto don Modestus! * Fino al 2023 parroco di Pontelagoscuro *** di don Rodrigo Akakpo* Don Modestus si appresta a salutare la Fondazione Migrantes Diocesana e anche tutta la Diocesi. La ragione principale del suo rientro in patria è che lui è in Italia in virtù di una convenzione temporanea che ora si è conclusa. Io lho conosciuto quando insieme frequentavamo il corso di teologia spirituale a Padova e da allora non ci siamo più persi di vista. Fe Fin dallinizio del suo periodo ferrarese ho avuto modo di conoscerlo sempre meglio, collaborare con lui e nutrito grande stima nei suoi confronti. Ora è arrivato il momento anche per me di fare lesperienza della separazione da una persona con la quale avevamo pianificato attività e fatto progetti immaginati, ideati o realizzati, in particolare sul versante Migrantes e gli sarò sempre grato per questo. Lui è stato membro attivo della Commissione diocesana Migrantes, Cappellano della comunità cattolica anglofona ferrarese e membro del gruppo dei consacrati di origine non italiana della nostra diocesi. In tutti questi ruoli ha operato in stretta collaborazione con me e ho quindi potuto sempre apprezzare la sua propositività e i suoi suggerimenti attenti e competenti. Spero che la sua esperienza qui lo faccia ritornare in patria arricchito così come lo siamo noi che lo abbiamo conosciuto e a questo punto dobbiamo concentrare il nostro augurio sul fruttuoso ministero nella sua nuova missione in Nigeria. Preghiamo per lui che questa sia colma di speranza e che lui possa continuare a promuovere il messaggio di pace e di fede e confidiamo di poterci rivedere ancora in Italia o in Africa e di mantenere le nostre comunicazioni sempre vive. *Direttore Ufficio Migrantes diocesano *** di Anthony Uchenna Obua* Testimonio in poche parole a nome della comunità cattolica anglofona sul nostro cappellano don Modestus, che incarna la migliore definizione di sacerdote che abbia mai sentito: Un prete vive tra la gente in modo da diventare tuttuno con loro e la gente diventare tuttuno con lui. Sebbene laddio non sia facile, ci fermiamo a ringraziare Dio per il dono di un fedele servitore che è stato una benedizione immensa per noi suoi parrocchiani e sua comunità. Caro Don, quando abbiamo appreso la notizia della tua partenza, abbiamo provato molta tristezza e delusione. Come maestro del coro nella nostra comunità anglofona, ho avuto il piacere di lavorare con te negli ultimi 8 anni. Sei sempre stato generoso, nonostante il tuo lavoro come cappellano nella comunità africana e la gestione della parrocchia di Barco, uniti agli impegni di studio allUniversità di Roma. La tua energia e il tuo entusiasmo sono ben noti a tutti. Hai lanciato la preghiera del Rosario online e interagito direttamente con noi attraverso i media digitali e la meravigliosa serie di sermoni domenicali registrati e condivisi on line ogni settimana. Soprattutto in tempo di Covid, quando tra noi della comunità siamo stati separati, hai trovato il modo di tenerci in contatto e di farci crescere nella spiritualità. In soli 8 anni, ci sono stati diversi miglioramenti spirituali e strutturali nella comunità, a cui hai contribuito in modo determinante, come lallineamento della comunità africana con quella italiana. Sappi che avrai sempre un posto speciale nei nostri cuori e che, indipendentemente da dove il Signore ti chiamerà a servire, ti saremo sempre grati per tutto ciò che ci hai insegnato, ad esempio come essere gentile e disponibile. Ti saremo per sempre grati per la tua pazienza, comprensione, fede e soprattutto, il tuo amore. Noi della Cappellania Africana siamo stati estremamente fortunati daverti avuto, Padre Modestus. Puoi essere orgoglioso di ciò che hai realizzato come cappellano e vice parroco. Porta con te i nostri più sentiti ringraziamenti, il nostro amore e le nostre preghiere. Da tutta la tua famiglia, un arrivederci. Che Dio ti benedica abbondantemente. * Comunità Cattolica Anglofona Africana di Ferrara *** Grato a molte persone Prima di lasciare la Chiesa in Ferrara-Comacchio desidero ringraziare ancora il mio vescovo S. E. Mons. Augustine Tochukwu Ukwuoma della diocesi di Orlu Nigeria, che mi ha mandato, e larcivescovo S. E. Mons. Gian Carlo Perego, che mi ha accolto qui. Desidero fortemente salutare Don Emanuele Zappaterra e Don Rodrigo Akakpo che facilitarono il mio trasferimento da Padova a Ferrara. Dio benedica il vostro servizio e la vostra missione. Grazie a Barco, a don Luciano e don Silvano (parroci), don Luca, don Vito, don Elvice, don Udoka (vice parroci), Gianluca (diacono), Francesco e Cristiano (accoliti), con i quali ho lavorato. Grazie allUnità Pastorale S. Teresa (Pontelagoscuro, Casaglia e Barco). Ringrazio ancora tutti i presbiteri della Diocesi. Prego per voi. Pregate anche per me. Affidiamoci allintercessione di Maria, la Madre di Dio e della Chiesa. Don Onyewuenyi Modestus Chukwuma **** Due Messe di saluto il 23 e 29 * Domenica 23 novembre, ore 21.15, chiesa di Pontelagoscuro: S. Messa Solenne di Congedo (in inglese) dalla Comunità Africana Anglofona di cui è stato Assistente. * Sabato 29 novembre, ore 17, chiesa di S. Pio X, Barco: S. Messa Solenne di Congedo concelebrata da tutti i sacerdoti dellUP. (Articolo pubblicato sulla "Voce di Ferrara-Comacchio" del 21 novembre 2025)